Tunisia

15
Apr

La lotta contro la pesca illegale

Nell’ambito del piano nazionale tunisino che mira a contrastare la pesca illegale, una specifica sessione di lavoro, presieduta dal Segretario di Stato per le risorse idriche e la pesca, Abdullah Al-Rabahi, si è tenuta lunedì 15 aprile 2019.

La tematica dibattuta nel corso della riunione ha riguardato la pesca illegale al tonno rosso, le ragioni che hanno portato al peggioramento di questo fenomeno, le sue implicazioni, l’identificazione delle lacune e la proposta di possibili soluzioni per risolverli ed eliminarli.

Il Segretario Abdullah Al-Rubahi ha dichiarato che la violazione della legge costituisce una seria minaccia per il nostro patrimonio ittico, sottolineando la necessità di attivare i comitati regionali, guidati dai Governatorati e di costituire congiunto per contrastare tale fenomeno.

Al meeting hanno partecipato il Direttore generale della pesca e dell’acquacoltura e tutti i partecipanti del tunnel rosso e delegati regionali di sviluppo agricolo a Medenine, Gabes e Monastir e rappresentanti del Ministero della Difesa, del Commercio e dell’Interno e L’Unione tunisina dell’industria e del commercio ha partecipato all’incontro.

31
Mar

La charfiya di Kerkennah, patrimonio immateriale dell’UNESCO

L’eccezionale tecnica di pesca alla charfiya, all’isola di Kerkennah, merita di essere iscritta, dall’UNESCO, nella lista dei patrimoni immateriali dell’umanità. Il dossier per ottenere questo importantissimo riconoscimento è stato presentato all’UNESCO su iniziativa dell’Istituto Nazionale del Patrimonio (INP) e della Delegazione permanente della Tunisia.

La Charfiya è un’antichissima tecnica di pesca, il cui uso risale addirittura all’era punica.

Il nome, apparso nei documenti ufficiali solo intorno al XXVII secolo, ed esattamente nel 1670, deriva dal termine arabo charaf (nobiltà) ed è legato al nome della famiglia Charfi (i fratelli Ahmed e Ali Charfi), proveniente da Sfax, che deteneva il monopolio per lo sfruttamento del demanio marittimo. Nel 1772, il Bey di Tunisi, Ali Pasha Bin Hussein Bin Ali toglie tale diritto alla famiglia Charfi, per assegnarlo ai soli abitanti di Kerkennah.

La charfiya è un labirinto realizzato piantando nel fondale un gran numero di foglie di palma che creano dei corridoi attraverso i quali, grazie alle correnti, i pesci arrivano nelle camere di cattura. Qui, i pesci trovano le nasse deposte dai pescatori in cui rimangono definitivamente intrappolati.

Le conoscenza relative a questa singolare tecnica di pesca vengono trasmesse di padre in figlio. La realizzazione della charfiya, infatti, richiede un’ottima conoscenza del fondale marino, delle correnti  e dei venti dominanti.

È solitamente installata in mare nel mese di ottobre e viene rimossa nel mese di giugno, garantendo un periodo di riposo biologico alle specie ittiche oggetto di cattura.

25
Mar

La Tunisia nell’agricoltura biologica

“Tra tutti i paesi del mondo, la Tunisia sarà uno dei pionieri nel settore dell’agricoltura biologica” è quanto affermato dal Ministro dell’Agricoltura Samir Taieb, al termine della riunione della Commissione Nazionale dell’agricoltura che si è tenuta a Tunisi il 22 marzo 2019.

Il Ministro Taieb ha inoltre dichiarato che “la Tunisia, oggi, occupa il 23° posto a livello mondiale per la superficie agricola riservata alle coltivazioni biologiche”.

L’agricoltura biologica in Tunisia ha registrato, negli ultimi anni, un rilevante aumento sia in termini di superfici agricole riservate alle coltivazioni, che in termini di redditività.

Il totale dei terreni dedicati al biologico è passato da quasi 216 mila ettari nel 2012 a 336 mila ettari nel 2018.

Le principali coltivazioni biologiche, per le quali la Tunisia è apprezzata in tutto il mondo, sono l’olivicoltura e la produzione di datteri.

L’olio d’oliva prodotto in Tunisia è uno dei migliori nel panorama mondiale tanto da meritare l’assegnazione di ben 16 medaglie, di cui 3 d’oro, 8 d’argento e 5 di bronzo, nel corso della 20° edizione del International Extra Virgin Olive Oil Competition Award 2019, che si è tenuto a Los Angeles, dal 5 al 7 febbraio 2019.

L’olio biologico tunisino viene esportato oggi in 54 mercati internazionali soprattutto in Europa (oltre 56 mila tonnellate all’anno) e Stati Uniti (35 mila tonnellate all’anno). La Tunisia si posiziona pertanto tra i più importanti esportatori di olio al mondo, insieme alla Spagna e all’Italia.

11
Feb

A Jdaria, un incontro su pesca e agricoltura

Si è tenuto il 23 gennaio 2019, nella regione di Jdaria, un laboratorio per esaminare le possibilità di investimento e ascoltare i bisogni dei pescatori e delle donne che operano nel settore agricolo. L’incontro ha visto la presenza dei direttori regionali dei settori interessati.

Massiccia è stata la presenza dei pescatori e delle donne del settore agricolo.

Aiuti alla micro-finanza e agli investimenti sono stati introdotti nel settore della pesca. È stata altresì decisa la realizzazione di un piano di sviluppo della pesca che comprenda  tutti i pescatori. La data del 5 febbraio 2019 è il termine per l’istituzione dell’autorità temporanea, sotto la supervisione del Capo del Dipartimento delle Finanze

Inoltre è stata decisa la ristrutturazione dello complesso dedicato alle donne occupate nel settore agricolo. Tali lavori saranno realizzati nel primo trimestre del 2019.

7
Feb

A Zarzis, si avvia la pulizia del porto

Una campagna di pulizia è stata organizzata, il 24 gennaio 2019, dai pescatori, nel porto di pesca di Zarzis, con la partecipazione della sezione della pesca di Zarzis, la Municipalità di Zarzis, l’associazione pescatori e la società cooperativa della pesca di Médenine.

Inoltre sono in programma ulteriori iniziative di pulizia che interesseranno gli altri porti della Tunisia.

26
Gen

Un ufficio CGPM a Tunisi

“La Commissione Generale per la pesca nel Mediterraneo aprirà un ufficio sub-regionale a Tunisi” ha  annunciato, venerdì 25 gennaio 2019, Abdallah Sour, Segretario Generale della CGPM, nel corso di un incontro con il Segretario di Stato tunisino, Abdallah Rabhi, incaricato per le risorse idriche e la pesca.

La Tunisia ha accolto con parere favorevole tale proposta.

La Commissione Generale per la pesca nel Mediterraneo, istituita nel 1949 sulla base di un accordo internazionale, svolge le sue funzioni nell’ambito della promozione dello sviluppo, della conservazione e della corretta gestione delle risorse, della formulazione di misure di conservazione e della promozione di progetti cooperativi di formazione nell’area del Mar Mediterraneo, Mar Nero e acque adiacenti.

Nel corso dell’incontro, i due responsabili hanno stabilito di cooperare reciprocamente e di organizzare a Tunisi un meeting sul settore dell’acquacoltura in Tunisia con l’obiettivo di condividere esperienze e conoscenze soprattutto relativamente all’allevamento dei gamberi.

20
Gen

La Tunisia verso l’attuazione di MedFish4Ever

“L’impegno della Tunisia è indirizzato alla preservazione degli stock ittici in Mediterraneo, come previsto dalla Dichiarazione di Malta MedFish4Ever”. È quanto dichiarato dal Ministro tunisino dell’agricoltura, delle risorse idriche e della pesca, Samir Taieb, nel corso di un seminario internazionale, organizzato in cooperazione con la Direzione Generale degli affari marittimi e della pesca della Commissione Europea, per l’attuazione della dichiarazione MedFish4Ever.

Il Ministro Samir Taieb ha sollecitato l’attuazione di interventi per prevenire e minimizzare le pressioni e i rischi ambientali sul Mediterraneo e gli effetti sugli ecosistemi marini, le risorse ittiche, l’agricoltura, il turismo, la pesca e la salute.

L’attenzione del settore si focalizza su quattro assi principali: la garanzia di un ambiente marino sostenibile, la gestione ottimale delle risorse ittiche e dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, le prestazioni di servizi di qualità e la diversificazione delle attività di acquacoltura.

“La pesca in Tunisia occupa e fa vivere circa 100.000 persone e contribuisce in modo significativo agli scambi commerciali di prodotti alimentari, in particolare con l’Unione Europea”, come precisato dallo stesso Ministro.

La dichiarazione di Malta MedFIsh4Ever, siglata il 30 marzo 2017, nasce come risposta allo stato di sovra-sfruttamento del Mediterraneo e prevede un piano decennale di interventi volti a garantire la sostenibilità nel tempo delle risorse ittiche, attraverso dati e valutazioni scientifiche sullo stato di salute del Mediterraneo e gli stock ittici, l’adozione di piani di gestione per le principali attività di pesca, la lotta alla pesca illegale e il sostegno alla pesca su piccola scala.

18
Dic

Tunisia, boom nelle esportazioni

La Tunisia ha registrato, alla fine di ottobre 2018, importanti aumenti nelle esportazione dei prodotti ittici, sia in termini di quantità che di valore economico.

Le esportazioni di prodotti ittici, dall’inizio dell’anno e fino alla fine di ottobre, sono state, infatti, di 20.945 tonnellate con un aumento del 31,8% rispetto allo stesso periodo del 2017, che si traduce in termini economici in un aumento del 30,32%, con un valore di 422,5 milioni di dinari.

Il Ministero dell’Agricoltura ha spiegato che tale aumento è da attribuire principalmente alle esportazioni di granchi, polpi, tonno in scatola e gamberetti. Ha inoltre affermato che le esportazioni tunisine sono indirizzate verso 47 destinazioni tra cui le principali, in termine di valore economico, sono Italia (34,9%), Spagna (19,1%), Malta (17,9%) e Libia (4,6%).

In particolare, le esportazioni di granchi, hanno registrato, fino ad ottobre 2018, un incremento del 417%, passando da 505 tonnellate del 2017 a 2.612 tonnellate quest’anno. Le esportazioni di granchi della Tunisia sono principalmente verso Tailandia (1325,5 tonnellate), Malesia (390,6 tonnellate), Vietnam (390,6 tonnellate) e Italia (255,9 tonnellate).

Anche le esportazioni di orate hanno registrato un significativo incremento del 164,8%, raggiungendo le 3.088 tonnellate, rispetto alle 1.166 tonnellate del 2017. Le esportazioni di orate hanno generato 43,8 milioni di dinari, contro 15,2 milioni di dinari nello stesso periodo del 2017, con un incremento del 188%. Le principali destinazioni per le orate tunisine sono la Giordania (1.079,7 tonnellate), gli Emirati Arabi Uniti (704 tonnellate), l’Arabia Saudita (592,2 tonnellate) e la Libia (522.8 tonnellate).

10
Dic

La Tunisia per la Blue Economy

La Tunisia è pronta a co-presiedere, nel 2020, insieme all’Italia, l’iniziativa WestMed, per lo sviluppo sostenibile dell’Economia Blu nel Mediterraneo occidentale. È quanto dichiarato da Samir Taieb, Ministro dell’agricoltura, delle risorse idriche e della pesca di Tunisia, nel corso della seconda conferenza ministeriale dell’iniziativa WestMed tenutasi il 3 dicembre in Algeria.

Secondo Taieb la conferenza ministeriale, presieduta da Francia e Algeria, in collaborazione con la Commissione Europea e l’Unione per il Mediterraneo (UpM) è l’occasione per valutare i risultati delle azioni intraprese e identificare gli incontri finali per affrontare le sfide dei paesi del Mediterraneo occidentale e dei servizi regionali.

L’incontro ministeriale è stato preceduto dalla Conferenza delle parti interessate all’iniziativa WestMed che ha visto la presenza di circa 200 esperti, con l’obiettivo di sviluppare progetti concreti ed efficienti nella regione Mediterranea.

La partecipazione dei ministri è stata un’opportunità per discutere le possibilità di cooperazione bilaterale con l’Algeria nei settori dell’agricoltura, della pesca, dei trasporti marittimi, del turismo e delle energie rinnovabili.

L’iniziativa West Med, lanciata nell’aprile 2017, è un’iniziativa per lo sviluppo sostenibile dell’economia blu nella regione del Mediterraneo occidentale. Raggruppa, Algeria, Spagna, Francia, Italia, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Portogallo e Tunisia intorno a tre obiettivi comuni principali: uno spazio marittimo più sicuro, un’economia blu sicura, intelligente e resiliente entro il 2022 e una migliore governance del mare.

10
Nov

L’APIA chiede l’accreditamento al Fondo Verde per il clima

L’APIA, l’Agenzia per la promozione degli investimenti agricoli ha avviato, lunedì 29 ottobre 2018, il programma di accompagnamento per l’accreditamento al Fondo Verde per il clima della FAO, che permetterà ad APIA di avere accesso diretto al finanziamento fornito da questo Fondo.

I criteri richiesti per l’accreditamento sono la trasparenza, la buona gestione e l’adozione di una struttura che sia adattabile ai rischi ambientali legati ai cambiamenti climatici, secondo Bashir Ounissi, Direttore dei benefici fiscali e finanziari per l’APIA.

“Ogni istituzione che desidera ottenere l’accreditamento deve soddisfare determinate condizioni, tra cui il coinvolgimento di donne e uomini nei progetti finanziati, una buona gestione e il controllo delle spese” afferma il Direttore dell’ufficio “Pastel”, Mounir Temmam, che è uno degli esperti che accompagnano l’Agenzia nel suo progetto di accreditamento.

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