Vecchi attrezzi da pesca scomparsi
Diverse sono le attrezzature da pesca storicamente utilizzate dai pescatori libanesi. Un tipo di pesca non più praticata prevedeva l’uso della fiocina e del rezzaglio, una piccola rete circolare che veniva lanciata in mare e poi ritirata con l’aiuto di una corda legata al centro della rete. Questi attrezzi erano utilizzati dalla spiaggia o a bordo delle piccole barche tradizionali.
La rete da posta fissa e il tramaglio erano fatti di filamenti di fibre e richiedevano molta manutenzione. Venivano infatti lavati con acqua dolce dopo l’uso e poi stesi al sole per asciugare. La lenza madre dei palangari era solitamente fatta di cotone, mentre i braccioli su cui venivano fissati gli ami, erano inizialmente fatti con il crine della coda dei cavalli. Quando veniva calato in mare, una zucca fungeva da boa e di notte era segnalato dal suono di una campana.
Quando ancora non esistevano i moderni strumenti, come il GPS, i pescatori utilizzavano dei punti di riferimento a terra per individuare l’esatta posizione delle attrezzature in mare.
Lo specchio, era utilizzato per individuare dalla barca il punto in cui erano posizionate le nasse e poi recuperarle con l’aiuto di un grosso gancio fissato su una cima.
Una delle tipologie di pesca scomparsa in Libano è quella delle spugne, a causa della drastica diminuzione della loro presenza. Le normative infatti prevedono licenze di pesca delle spugne della durata di tre mesi ogni tre anni.

