Gli ultimi maestri d’ascia a Tiro

La città di Tiro, per la sua particolare conformazione geografica, circondata su tre lati dal Mediterraneo, appare come una penisola e deve molto della sua storia al mare. Sin dai tempi antichi, infatti, le attività legate al mare hanno rappresentato le principali fonti di reddito per gli abitanti. La pesca, i commerci via mare e la costruzione di imbarcazioni in legno sono da sempre state le principali attività economiche di Tiro.

Le imbarcazioni in legno libanesi, costruite e modellate dalle sapienti mani dei maestri d’ascia, riportavano una chiara influenza fenicia, riscontrabile sia nelle linee costruttive (le estremità delle imbarcazioni erano solitamente molto alte e ricurve verso l’interno) che nelle decorazioni. La poppa terminava solitamente con un motivo decorativo a coda di sirena, mentre la prua era spesso ornata con la testa di un cavallo. A prua, sopra la linea di galleggiamento, due grandi occhi disegnati avevano il compito di proteggere la nave, incutere timore ai nemici ma anche a scrutare la rotta da percorrere. Il legname per la costruzione navale era principalmente quello dei cedri dei monti libanesi.

I fratelli Barbour sono oggi gli ultimi maestri d’ascia a Tiro, grazie alle conoscenze trasmesse loro dal padre e dal nonno. La loro ferma convinzione nel voler continuare la propria attività, nel pieno rispetto della tradizione, li ha portati a utilizzare le antiche tecniche costruttive e ad avvalersi di semplici strumenti tradizionali per la costruzione delle imbarcazioni.

Nel 2003, presso l’Esposizione Internazionale tenutasi in Portogallo, la loro maestria è stata riconosciuta ed apprezzata con l’assegnazione del 3° premio come una delle migliori imbarcazioni presenti.

Comments are closed.

X