Marocco

28
Feb

Vietata la raccolta e la commercializzazione di molluschi in alcune zone del Marocco

Il dipartimento della pesca marittima ha vietato la raccolta e la commercializzazione di molluschi in alcune zone della costa mediterranea del Marocco. I risultati delle analisi condotte nelle zone interessate (effettuate dall’Istituto Nazionale di Ricerca sulla Pesca) hanno rivelato quantità anomale di sostanze velenose marine nei molluschi, come sottolineato lunedì dal Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dello Sviluppo Rurale.

La fonte ha aggiunto che, alla luce di questi risultati, il Dipartimento della pesca marittima invita i consumatori ad acquistare solo prodotti confezionati recanti un’etichetta e venduti in punti vendita autorizzati.

Fonte: Albahrnews

2
Feb

Adeguamento della piccola pesca artigianale

Su iniziativa del Dipartimento della pesca marittima, è stato avviato un procedimento di adeguamento della piccola pesca artigianale che impegnerà un pacchetto di 18 milioni di DH. Circa 3100 imbarcazioni saranno dotate di box, per lo stoccaggio dei prodotti ittici, conformi agli standard stabiliti dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) delle Nazioni Unite. Ogni barca da pesca avrà 3 box, su cui sarà impresso il numero di serie, il numero della barca e l’identificativo del relativo porto. Inoltre ad ogni pescatore sarà fornita una copertura speciale per la pesca dei polpi.

Il progetto di potenziamento della piccola pesca, denominato Pack Mawarid, lanciato nel 2008 in Marocco nell’ambito del progetto Ibhar, prevede in particolare l’equipaggiamento di piccole imbarcazioni, con l’obiettivo di preservare la qualità dei prodotti ittici. La prima area oggetto di questo programma è stata la regione di Dakhla, dove nel 2013 circa 6600 imbarcazioni hanno beneficiato della fornitura dei box.

Fonte: www.lereporter.ma – www.leconomiste.com

2
Feb

Mostra di artigianato nella Regione Orientale (Marocco)

La Camera dell’Artigianato della regione Orientale (Marocco) ha organizzato dal 19 al 28 gennaio 2018 una mostra a favore delle associazioni e delle cooperative che operano nell’economia sociale.

Questa mostra rientra tra gli eventi organizzati nelle province della regione Orientale principalmente per aiutare gli artigiani a commercializzare i loro prodotti e condividere la conoscenza delle loro attività con le popolazioni locali.

Questo evento è stato per gli artigiani una buona opportunità di scambio di esperienze e idee, al fine di migliorare le loro attività e i loro prodotti.

2
Feb

Piccola pesca pelagica sulla costa mediterranea del Marocco

La pesca della sardina, nella costa mediterranea del Marocco, è praticata da pescherecci costieri. La pesca è praticata principalmente di notte. Il ciclo di marea dura da 12 a 15 ore, in cui vengono effettuate da 2 a 3 operazioni di pesca.

Le imbarcazioni utilizzano reti da circuizione con l’ausilio di una lampada (detta “lampara”), usata principalmente nel Mediterraneo, per concentrare i pesci pelagici (in particolare le sardine) prima di iniziare le operazioni di pesca.

Questa attività ha attraversato negli ultimi anni alcuni problemi causati dagli attacchi alle reti da pesca da alcune specie di cetacei, tra cui in particolare il delfino comune “Tursiops truncatus“.

Questo fenomeno, noto nel Mediterraneo, genera una perdita di profitti nel settore, specialmente nei periodi dell’anno in cui questo fenomeno è relativamente alto. Ciò si traduce in perdite di cattura e costi aggiuntivi per la riparazione delle reti danneggiate.

31
Dic

Al Hoceima, affondamento di una barca da pesca

Domenica, 31 dicembre 2017, una barca da pesca artigianale, con 4 persone a bordo, è stata capovolta Al Hoceima, all’interno del governatorato del porto di Al Hoceima.

Tre dei pescatori a bordo sono stati salvati dai pescherecci che si trovavano nella zona, ma una persona risulta ancora dispersa.

Fonte: www.radar2

18
Dic

La radiofrequenza contro la pesca illegale

Nell’ambito della campagna contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, il Dipartimento della pesca marittima ha avviato l’operazione di identificazione delle barche da pesca, a mezzo della radiofrequenza (RFID).

La disposizione prevede l’installazione di dispositivi che permetteranno l’ottenimento di informazioni precise e immediate sulla barca da pesca. Ciò al fine di combattere la falsificazione dei nomi e del numero di registrazione della barca e prevenire la possibilità di furti delle imbarcazioni.

L’uso del lettore RFID sarà, inoltre, utile per la segnalazione delle catture e l’acquisizione di dati e immagini dalle barche.

Le prime operazioni sono già iniziate, con successo, nei primi giorni di novembre, nel porto di Al Hoceima. Oltre 100 imbarcazioni delle 597 registrate nel porto sono state fornite del dispositivo di identificazione.

L’operazione riguarderà l’intera flotta peschereccia nazionale composta da oltre 16.418 imbarcazioni, sparse lungo la costa marocchina, in oltre 156 porti e siti di pesca. L’implementazione di questa operazione dovrebbe durare 14 mesi.

26
Nov

Gestione integrata delle zone costiere e visita della Banca Mondiale

Nell’ambito del progetto per la gestione integrata delle zone costiere, la Banca Mondiale ha effettuato, dal 24 al 26 novembre 2017, una missione nella regione orientale del Marocco, per monitorare i progetti finanziati.

L’INRH (Institut National de Recherche Halieutique) ha partecipato alla missione come membro del comitato di sorveglianza per i progetti relativi all’ambiente marino impegnato nel supporto tecnico alle associazioni beneficiarie.

Gli interventi interessati dalla missione sono stati il progetto di acquacoltura di molluschi a Ras El Ma, il progetto per l’estensione dell’impianto di algocultura nella Laguna di Marchica e il progetto per l’installazione di scogliere artificiali a Boudinar.

Le associazioni e le cooperative beneficiarie di questi progetti hanno partecipato all’incontro da cui è emersa l’importanza del monitoraggio tecnico delle diverse azioni.

16
Ott

La convivenza con i delfini nella costa mediterranea del Marocco

La presenza dei delfini ha da sempre rappresentato un grosso problema per i pescatori, in tutta l’area mediterranea.

Sulla costa mediterranea del Marocco, la presenza dei delfini, localmente chiamati “i neri” sta creando seri problemi al settore della pesca della sardina. Con i loro attacchi, i delfini distruggono le reti creando una riduzione nelle quantità del pescato e una significativa perdita economica per i pescatori.

La convivenza con i delfini è stata pacifica fino al 2010. Negli ultimi anni, però, la presenza dei delfini è aumentata e i loro attacchi sono diventati quindi più frequenti.

Data la dimensione del fenomeno e il suo impatto negativo sulla situazione economica delle piccole attività di pesca pelagica, le autorità competenti hanno avviato un programma di monitoraggio, volto a valutare l’impatto economico degli attacchi di delfini sui pescherecci e per cercare delle soluzioni in grado di limitare il fenomeno.

1
Ott

Richiesta la riduzione dei costi dei servizi portuali nel porto di Beni Ansar (Nador, Marocco)

Il Presidente del Consiglio della Regione Orientale del Marocco ha richiesto formalmente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’adozione di una serie di provvedimenti volti a migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei pescatori di Beni Ansar (Nador).

La richiesta principale consiste nella riduzione del canone di locazione dei depositi utilizzati dai pescatori e per gli altri servizi connessi alla pesca. L’intervento è richiesto per preservare il dinamismo del porto di Beni Ansar (Nador).

25
Set

Bio-Capanne nella Laguna di Marchica

Nell’ambito del partenariato sottoscritto dalla Fondazione Mohamed VI per la Protezione Ambientale, la Conservatoria del Litorale, l’Agenzia per l’Acqua Rhône Méditerranée e Corsica, l’Alto Commissariato per il Controllo dell’acqua, la foresta e la desertificazione, l’Agenzia MarchicaMed, la compagnia Ecocean ha installato nella marina di Atalayoun, situata nella laguna di Marchica (Nador, Marocco), 50 bio-capanne (Biohuts) per consentire al novellame di trovare rifugio artificiale, nello stadio post-larvale e giovanile, fase critica del ciclo di vita dei pesci.

Il progetto mira a preservare le risorse ittiche nella laguna di Marchica, oggetto di sfruttamento da parte della flotta di pesca artigianale.

Parallelamente a questa azione, un sistema di monitoraggio ad alta frequenza, è stato adottato per valutare l’efficienza ambientale di queste strutture.

I primi risultati del monitoraggio confermano l’efficacia della tecnica in particolar modo per i giovani esemplari di cernie brune (Epinephelus marginatus) e cernie rosse (Mycteroperca rubra).

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