Libano

15
Nov

Gli ultimi maestri d’ascia a Tiro

La città di Tiro, per la sua particolare conformazione geografica, circondata su tre lati dal Mediterraneo, appare come una penisola e deve molto della sua storia al mare. Sin dai tempi antichi, infatti, le attività legate al mare hanno rappresentato le principali fonti di reddito per gli abitanti. La pesca, i commerci via mare e la costruzione di imbarcazioni in legno sono da sempre state le principali attività economiche di Tiro.

Le imbarcazioni in legno libanesi, costruite e modellate dalle sapienti mani dei maestri d’ascia, riportavano una chiara influenza fenicia, riscontrabile sia nelle linee costruttive (le estremità delle imbarcazioni erano solitamente molto alte e ricurve verso l’interno) che nelle decorazioni. La poppa terminava solitamente con un motivo decorativo a coda di sirena, mentre la prua era spesso ornata con la testa di un cavallo. A prua, sopra la linea di galleggiamento, due grandi occhi disegnati avevano il compito di proteggere la nave, incutere timore ai nemici ma anche a scrutare la rotta da percorrere. Il legname per la costruzione navale era principalmente quello dei cedri dei monti libanesi.

I fratelli Barbour sono oggi gli ultimi maestri d’ascia a Tiro, grazie alle conoscenze trasmesse loro dal padre e dal nonno. La loro ferma convinzione nel voler continuare la propria attività, nel pieno rispetto della tradizione, li ha portati a utilizzare le antiche tecniche costruttive e ad avvalersi di semplici strumenti tradizionali per la costruzione delle imbarcazioni.

Nel 2003, presso l’Esposizione Internazionale tenutasi in Portogallo, la loro maestria è stata riconosciuta ed apprezzata con l’assegnazione del 3° premio come una delle migliori imbarcazioni presenti.

26
Giu

La sicurezza dei prodotti ittici

Si è svolto lunedì 25 giugno 2018, nel porto di Mina-Tripoli, il workshop su “Sicurezza dei prodotti ittici e metodi di igiene e lavorazione”, organizzato dalla Cooperativa dei pescatori del Nord del Libano.

Il seminario, tenuto da Ahmed Akra (Capo della Cooperativa dei pescatori del Nord del Libano) e dal Sig. Samer Jawhar (Ispettore della Pesca nel Ministero di Agricoltura) ha trattato il tema dei metodi di conservazione, pratiche igieniche nella lavorazione del prodotto ittico e requisiti sanitari per i lavoratori del settore, condizioni di trasporto e uso del ghiaccio.

24
Mag

La grande tradizione artigianale in Libano

Il Libano presenta una lunga tradizione artigianale in diversi settori: dal vetro soffiato alle raffinate ceramiche, dai magnifici gioielli ai tessuti delicatamente ricamati con fili d’oro e d’argento.

Il Libano è sicuramente famoso per il suo leggendario legno di cedro utilizzato, fin dall’antichità sia nella costruzione navale che per la costruzione di case e mobili. Il legno di cedro, finemente lavorato con incisioni e intagli era molto conosciuto e apprezzato in tutto il Mediterraneo.

La costruzione navale è stata sicuramente una delle maggiori attività artigianali del Libano. Il sovra sfruttamento dei maestosi cedri portò gli artigiani a utilizzare diverse essenze come palissandro, ulivo, mogano e faggio.

Molto conosciuta e apprezzata è anche la ceramica libanese, grazie all’argilla considerata di altissima qualità, utilizzata per la produzione di stoviglie e per la tradizionale brocca per l’acqua.

Tra le attività artigianali che hanno reso noto il Libano, è sicuramente da menzionare l’arte dei tessuti, soprattutto della seta e la particolare tintura conosciuta con il nome di Tyrian purple, estratta da un mollusco.

21
Mag

Il cianciolo in Libano

L’uso delle reti da circuizione, in Libano, è consentito a partire dalla metà di aprile fino alla fine di dicembre.

In questo tipo di pesca vengono utilizzate 3 barche: una barca principale con reti e argani; una barca ausiliaria per circondare con la rete il banco di pesce e una piccola barca senza motore – chiamata barca leggera – che viene trainata dalla barca ausiliaria e fermata in mare, ad una distanza non inferiore a 45 m per raccogliere il pesce.

Solitamente questi pescherecci escono in mare prima del tramonto e hanno equipaggi composti da almeno 12 marinai. In passato, erano utilizzate luci a gas per attrarre e radunare il pesce, mentre negli ultimi anni vengono utilizzate luci a LED.

Tripoli non ha una flotta numerosa attrezzata per questa tipologia di pesca, ma durante la stagione delle sardine, a partire da metà aprile, un gran numero di barche, provenienti dal vicino porto di Abdeh ad Akka, si trasferiscono e stazionano nel porto di Tripoli.

10
Mag

L’Isola di Abdel Wahab

Tripoli, è circondata da numerose isole. La più vicina, l’Isola di Abdel Wahab, ha un’estensione di 8.000 metri quadrati ed è raggiungibile attraverso un ponte che collega il porto all’isola.

L’isola ha avuto importanti lavori di riabilitazione nel 2015 con la creazione di spazi verdi, aree di protezione e conservazione degli habitat per uccelli migratori e cervi.

11
Apr

La gastronomia in Libano

Come in molte aree mediterranee, la tradizione gastronomica libanese è stata nei secoli influenzata dai numerosi contatti con le altre culture.
Sebbene sia un territorio di ridotta estensione, il Libano, grazie alla sua varietà climatica, può contare su un grande assortimento di materie prime. Accanto ai piatti a base di pesce, anche carne, verdure e un abbondante uso di spezie sono tra gli ingredienti base della cucina del Libano.

Tra i piatti più tradizionali si trova la sayadiya, una preparazione a base di riso e pesce e servito con frutta secca, come mandorle e anacardi. Insieme alla sayadiya si mangia solitamente anche pesce cotto con tahini (una crema ottenuta dai semi di sesamo bianco), coriandolo e aglio.

Altri famosi piatti della cucina libanese sono shish barak, carne di manzo e cipolle avvolte in una sfoglia di pasta e cotte con yogurt, coriandolo e aglio. Viene solitamente mangiato insieme a majadara, riso e lenticchie aromatizzate con cipolle caramellate e spezie. Il fattoush è la tipica insalata libanese, a base di verdure estive (pomodori, peperoni, cetriolo, cipolla dolce) condita con olio, aceto, prezzemolo, menta e sommaco.

Molto tradizionale è il kubba, delle palline di carne e burgur che possono essere servite crude e condite con un filo d’olio d’oliva o farcite e cotte sulla brace o ancora fritte, di solito accompagnato dal tabouleh, un’insalata a base di bulgur, con prezzemolo, cipollotti, menta, pomodori e cetriolini, condita con succo di limone e olio di oliva.

Sulla tavola libanese non mancano sicuramente i ful medames, fave secche cotte a fuoco lento e servite con olio di oliva, prezzemolo, cipolla, aglio e della spremuta di limone, l’hummus, una salsa a base di pasta di ceci e pasta di semi di sesamo, aromatizzata con olio di oliva, aglio, succo di limone e paprica, semi di cumino in polvere e prezzemolo finemente tritato e le tradizionali falafel, polpette di legumi speziate e fritte.

19
Mar

Stagionalità della pesca

Per i pescatori ogni stagione è differente dalle altre, nelle attrezzature usate e nei relativi metodi, luoghi e tempi di utilizzo.
Le sardine vengono solitamente pescate con il cianciolo a partire dalla metà di aprile e fino alla fine dell’anno.

La pesca al bolentino viene praticata, in estate, con l’ausilio di una fonte luminosa. Le sardine catturate sono utilizzate come esca viva per altri tipi di pesca. La luce è usata anche in autunno per la pesca dei calamari, utilizzati come esca per la cattura di ricciole e altri pesci di grosse dimensioni. L’uso della luce è limitato in primavera e in inverno.

I pesci di grosse dimensioni, nella stagione primaverile si avvicinano alla costa, soprattutto nelle baie, per la deposizione delle uova e costringono i pescatori ad utilizzare i palangari solamente al largo della costa, a profondità di 150-450 mt. per catturare il melù, lo scorfano rosso e altre tipologie di pesce.

Nelle altre stagioni, il palangaro è utilizzato a profondità e in poste di pesca differenti, per altre tipologie di catture, come diverse specie di cernie, pagri e dentici. Per ogni tipologia di cattura i palangari presentano delle differenze nelle lenze utilizzate, nella misura degli ami e delle distanze tra ogni amo.
Soprattutto in autunno e in inverno, viene usato il palangaro di superficie, con 11 ami su cui sono innescate delle piume di pollo, per catturare lampughe (Coryphaena Hippurus), alletterati (Euthynnus Alletteratus) e tombarelli (Auxis Rochei).

Le nasse per la pesca dei sigani vengono utilizzate in tutte le stagioni. Vengono posizionate su acque poco profonde. All’interno si usa mettere un’esca di pane, con erba marina o lattuga.
In estate si utilizzano nasse di grandi dimensioni, con esche lipidiche come sardine o arringhe.

Le nasse per i polpi sono utilizzate su acque profonde anche 90 metri. Circa 60-70 gabbie, di forma quadrata, sono collegate tra loro, a distanza di 40 metri l’una dall’altra. All’interno sono posizionate delle ossa di mucca e servono per la cattura di grossi polpi che possono pesare fino a 3kg.

15
Mar

Vecchi attrezzi da pesca scomparsi

Diverse sono le attrezzature da pesca storicamente utilizzate dai pescatori libanesi. Un tipo di pesca non più praticata prevedeva l’uso della fiocina e del rezzaglio, una piccola rete circolare che veniva lanciata in mare e poi ritirata con l’aiuto di una corda legata al centro della rete. Questi attrezzi erano utilizzati dalla spiaggia o a bordo delle piccole barche tradizionali.

La rete da posta fissa e il tramaglio erano fatti di filamenti di fibre e richiedevano molta manutenzione. Venivano infatti lavati con acqua dolce dopo l’uso e poi stesi al sole per asciugare. La lenza madre dei palangari era solitamente fatta di cotone, mentre i braccioli su cui venivano fissati gli ami, erano inizialmente fatti con il crine della coda dei cavalli. Quando veniva calato in mare, una zucca fungeva da boa e di notte era segnalato dal suono di una campana.

Quando ancora non esistevano i moderni strumenti, come il GPS, i pescatori utilizzavano dei punti di riferimento a terra per individuare l’esatta posizione delle attrezzature in mare.
Lo specchio, era utilizzato per individuare dalla barca il punto in cui erano posizionate le nasse e poi recuperarle con l’aiuto di un grosso gancio fissato su una cima.

Una delle tipologie di pesca scomparsa in Libano è quella delle spugne, a causa della drastica diminuzione della loro presenza. Le normative infatti prevedono licenze di pesca delle spugne della durata di tre mesi ogni tre anni.

15
Feb

La pesca con le nasse in Libano

Un tradizionale e molto diffuso sistema di pesca in Libano prevede l’utilizzo delle nasse. Ogni barca ne possedeva anche 40-50, che però venivano usate due per volta.

Ogni giorno si ritiravano quelle del giorno prima e se ne calavano altre due. Erano di forma tonda e costruite con filo di metallo e bronzo. Erano solitamente innescate con sardine sotto sale ed erano solitamente usate per la cattura di pesci demersali. Venivano impiegate soprattutto in primavera ed estate. Nel porto di Mina-Tripoli è presente un’azienda artigianale che realizza ancora oggi le nasse.

2
Feb

Asta di Sidawi (Al Nour)

L’asta di Sidawi è la seconda asta nel Nord del Libano. E’ stata fondata nel 1958, all’interno di una costruzione di circa 400 anni, caratterizzata da archi in pietra. È situata a Mina-Tripoli, a 100 metri dal porto dei pescatori.

Questa asta riceve il 20% dei pescatori a Mina-Tripoli, oltre a un certo numero di pescatori dal resto del Nord e da Akkar. La percentuale d’asta è dell’8%.

I clienti sono consumatori privati, ristoranti e pescherie di Tripoli e dintorni.
È venduto solo pesce locale, pesce fresco e poco pesce importato, in particolare spigola e orata.
È aperta tutto il giorno, tutto l’anno.

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