Sulla costa algerina, barriere artificiali per la biodiversità

Barriere artificiali per favorire il ritorno della biodiversità, minacciata dall’inquinamento e dall’azione antropica sugli ecosistemi. È questa l’azione messa in campo dalla Direzione generale della pesca e acquacoltura del Ministero dell’Agricoltura in Algeria.

Le prime  barriere artificiali sono state installate al largo della stazione balneare Club des Pins e della spiaggia di Surcouf, situate rispettivamente a est e ovest della Wilaya di Algeri. Nel primo trimestre del 2019 è prevista l’installazione di nuove barriere lungo tutta la costa di Algeri.

Rabia Zerouki, Direttrice della pesca della Wilaya di Algeri ha dichiarato che “le barriere artificiali hanno un grande ruolo nella ricostituzione degli habitat naturali di diverse specie ittiche, minacciati dall’inquinamento che, negli ultimi anni ha interessato tutto il Mediterraneo”.

La rilevanza di tali barriere è stata riscontrata attraverso l’osservazione del relitto della nave da guerra inglese “Leads Town” affondata, nel 1949, al largo della costa di Algeri, ad una profondità di circa 30 metri. Il relitto è diventato oggi un’area di grande interesse sotto il profilo storico, culturale, turistico ma soprattutto un importantissimo sito di ripopolamento, che offre le condizioni ottimali per la vita di diverse specie di pesci.

L’installazione delle barriere artificiali oltre ad essere molto rilevanti sotto l’aspetto ambientale per il ripopolamento degli habitat svolgono un’importante azione anche contro il fenomeno di erosione del litorale e contro la pesca a strascico.

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